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ALIMENTAZIONE DA ZERO AI TRE ANNI

 

 

Le corrette abitudini alimentari si imparano fin dall’infanzia 

 

Un segnale d’allarme ci arriva dai pediatri italiani che hanno dichiarato che il 20% dei bambini sotto i tre anni è obeso o in sovrappeso, questo non solo è dannoso per la salute ma è un presagio di una vita intera di sovrappeso.

I pediatri ci spiegano che questo è dovuto al troppo cibo, ad alimenti che non sono adatti ai più piccoli, questo si ripercuote in difficoltà motorie con  problemi ortopedici  inoltre  in problemi endocrinologici/metabolici e  problemi cardiovascolari per quanto riguarda la successiva fase adulta.

Un altro problema per i bambini è la carenza di ferro, elemento fondamentale per la crescita corretta del pargolo.

Quindi una buona consulenza aiuta a fornire una guida di educazione alimentare fin  dai primi anni di vita.

Lo stato di salute e la crescita dei  figli non è in relazione alla quantità di cibo che mangiano!

Un ruolo strategico è quello della famiglia, delle strutture (nido, asili e scuole) dove il bambino trascorre gran parte della giornata.

 

L'allattamento al seno 

L'allattamento al seno, se ne parla tanto,  ci sono vari pareri, ma si sa che  è senza dubbio l'alimento più naturale per il neonato se la mamma è sana, mangia alimenti nutritivi, non fuma, non beve, non assume droghe allora può allattare il suo bimbo, non è soggetta a regole, ad orari da rispettare, è curativo in quanto migliora il rapporto, li unisce e il solo battito della mamma lo fa sentire protetto e sicuro.

Il latte materno ha tutti gli elementi indispensabili per una sana  crescita con un effetto  positivo sullo sviluppo del sistema immunitario (contiene, oltre 700 batteri differenti che stimolano la creazione di una barriera protettiva),riduce la possibilità di gastroenteriti e di numerose infezioni, sviluppo di allergie e infezioni respiratorie, migliora la vista e lo sviluppo psico-motorio e l’obesità in età adulta;

 

  Vediamo la composizione del latte materno in tutte le sue fasi:

  1. nei primi quattro-cinque giorni dopo il parto si ha la produzione di colostro (di colore giallognolo e di aspetto sciropposo), che è ricco in proteine, in minerali e in componenti ad azione antimicrobica,  povero in grassi, carboidrati, contiene vitamine (specie del complesso B).
  2. Dopo i primi giorni di allattamento, il colostro si trasforma in latte di transizione, di aspetto grasso e cremoso.
  3. Intorno al decimo giorno comincia la produzione del latte materno vero e proprio cioè del “latte maturo” che è meno ricco in proteine, in minerali e in vitamine A ed E, ma più ricco in grassi, carboidrati e vitamine del complesso B.
  4. Man mano che passano i giorni, il latte materno cambia la sua composizione. Se la mamma, non ha problemi  di salute e si nutre bene può allattare il suo bambino fino ai sei mesi, senza aggiunta di latti artificiali, e prepararlo ai nuovi gusti con le prime pappe.

   N.B Quando acquistate latti in polvere, leggete sempre il contenuto,  ci possono essere  sostanze tossiche come la Melanima usata per aumentare il valore delle proteine, l'olio di palma o di colza. 

 

 

Dal divezzamento al primo anno di età

 Divezzamento (o svezzamento)

non significa allontanamento dal seno, ma il passaggio graduale verso una alimentazione più varia sia nella consistenza che nel sapore (questo causa a volte un rifiuto iniziale da parte del bambino).

Il divezzamento inizia, di norma, a partire dal sesto mese e comunque sentendo  sempre il parere del pediatra.

 

Vediamo gli alimenti

La carne è essenziale per l’apporto di proteine ad alto valore biologico, di ferro e di altri sali minerali nonché di alcune vitamine del gruppo B.

I cereali sono una buona fonte energetica. L’olio di oliva fornisce gli indispensabili acidi grassi. La frutta e la verdura contengono vitamine, sali minerali, ferro e fibre. Il latte e derivati assicurano il calcio e le proteine di qualità. A sei mesi di età il fabbisogno calorico del bambino deve essere soddisfatto solo per il 50% da alimenti diversi dal latte. Evitare nel primo anno di vita del bambino l’introduzione di alimenti noti per la loro attività istamino liberatrice (pomodoro, fragole, legumi, cacao ecc.)

Non aggiungere sale alle pappe per non abituare il bambino ad un gusto troppo salato.

Scegliere olio extravergine di oliva per la sua equilibrata composizione in acidi grassi e la facile digeribilità. Non aggiungere zucchero, evitando anche di utilizzare miele nel primo anno di vita.

 

Quali sono gli alimenti per la prima infanzia?

  1. Alimenti a base di cereali: farine semplici, composte lattee, semolini, fiocchi, crema o semolino di riso, biscotti. Alimenti a base di carne: omogeneizzati, liofilizzati.
  2. Alimenti a base di frutta: omogeneizzati semplici o composti. Bevande (succhi di frutta). Mela o pera grattugiate.
  3. Ortaggi e verdura: passati di carota, patate... 
  4. Nel secondo semestre di vita il bambino può cominciare a mangiare progressivamente numerosi alimenti di diversa composizione e digeribilità. Si comincia con i cereali contenenti glutine (frumento, orzo, avena) sotto forma di pastina o semolino.
  5. In seguito si possono aggiungere, a distanza di almeno 10-15 giorni uno dall’altro, carne finemente tritata o frullata e pesce povero di grassi saturi quale sogliola o merluzzo (lessato e tritato o frullato). Il pesce è un alimento digeribile, ricco di proteine e povero di grassi, ma dovrebbe essere introdotto nella dieta gradualmente.
  6. In questa fascia di età non va somministrato latte vaccino.

Consumo indicativo di alimenti a 1 anno di età*

  1. Alimenti quantità per giorno Latte e yogurt o altri latti fermentati: 400 \ 500 ml -
  2. Biscotti 15 g
  3. Semolino: 40 g \ Pastina:
  4. 40 g Parmigiano grattugiato:
  5. 10 g Carne:30\40 gr oppure Pesce:50-60 gr
  6. Olio extravergine di oliva: 10 ml*
  7. Verdure1 00gr 
  8.  20 g Tuorlo di uovo:
  9. 1 - 2*** Frutta: 150 - 200 g
  10. Nota bene: * per un bambino del peso pari a 9 - 10 kg. ** circa un cucchiaino da tav. di tuorlo d’uovo. 

Alimentazione fino ai tre anni.

DA 1 A TRE ANNI
Dopo il compimento del primo anno, il bambino, ormai in grado di masticare, può affrontare un tipo di alimentazione qualitativamente simile a quella
dell’adulto, ma inserendo man mano nuovi elementi. 

 

È opportuno alternare la carne con il pesce almeno 3-4 volte a settimana. La quantità di grassi dovrà anch’essa diminuire dal 40%circa (rispetto alle calorie totali) a quel 30% che è indicato come soglia da non superare anche nell’adulto. 

 

Per le fonti di carboidrati  preferire semolini, riso e pastine e, successivamente, la pasta. Gli zuccheri semplici devono essere consumati in dosi ridotte ed in gran parte saranno rappresentati da quelli contenuti nella frutta. Questo tipo di alimentazione con una adeguata assunzione di verdure garantisce un sufficiente apporto di fibra e il soddisfacimento del fabbisogno giornaliero in sali minerali e in vitamine. 

 

Consumo indicativo di alimenti a 2 anni di età *

Alimenti quantità per giorn0

  1. Latte e yogurt o altri latti fermentati: 300 - 400 ml.
  2. Cereali pronti: 15 g
  3. Riso e/o pasta: 150 g
  4. Parmigiano grattugiato: 15 g
  5. Carne: 40 g oppure
  6. Pesce: 60 g 
  7. Pane integrale 30 g
  8. Verdure: 150 - 200 g
  9. Groviera o affini: 25 g
  10. Un tuorlo d’uovo: 1 - 2**
  11. Frutta: 200 g
  12.  Succo o spremute: 50 - 100 ml
  13. Olio extravergine di oliva: 15 ml***
  14.  Zucchero: 20 g

Nota bene: * per un bambino del peso medio pari a 13 - 14 Kg. ** uova alla settimana *** circa due cucchiai da tav.

N.B. chiedere sempre consigli al proprio pediatra o consulente dell'alimentazione.

 

  Consigli Utili

  1. Bisogna introdurre tutti gli alimenti gradualmente, con novità periodiche, il bambino deve percepire e gustare nuovi alimenti, deve giocare con i cibi, toccarli per sperimentare la consistenza, lascia pure che si sporca e che immerga le mani dentro le zuppe, insalata, frutta, lo porta a comunicare con gli alimenti.
  2. Favorisci le attività ludiche all’aperto
  3. Le abitudini del nucleo familiare influenzano, in positivo o in negativo, la futura vita del bambino. 
  4.   CAPRICCI, cosa fare:
  5.  mantenere sempre la calma e tener presente che la stanchezza e la fame sono la causa principale dei pianti, talvolta disperati, dei bimbi da 0 a 12 mesi.
  6. Un’alimentazione ‘sbagliata’ per esempio con troppi zuccheri, può scatenare stress, irrequietezza e aggressività, pianti e sceneggiate isteriche.
  7.  Un corpo affamato, specialmente nel caso dei bambini, risente anche a livello ormonale crea degli alti e bassi sui livelli insulinici nel sangue. 

 

Margot Sunderland nel suo libro “The Science of parenting” afferma che ansia, agitazione, aggressività, stati di panico possono derivare  dal bisogno di mangiare.

Senza contare che un'ipoglicemia momentanea mette il cervello in condizioni di malfunzionamento, tanto quanto può farlo, nell'adulto, lo stato di ebrezza per eccesso di alcool.

  1. SI AL RIPOSO E AI SONNELLINIla mancanza di sonno e la necessità di riposo, influiscono sull'emotività a livello ormonale. 
  2. SI A COLORI E SAPORI NUOVI con nuove ricette.
  3. SI ALL’ACQUA :Importantissimo insegnargli a bere l’acqua durante la giornata, sopratutto d’estate per evitare disidratazione. L’acqua è l’unica bevanda indispensabile nella vita di un bambino. Se il bambino è stanco e irritabile probabilmente è un po’ disidratato. 
  4. SI AI 4 PASTI : il bambino deve fare tutti i giorni 4 pastiLa colazione, pranzo, merenda e cena. Un esempio di come ripartire l’apporto nutrizionale in un bambino di 5/6 anni è: 20% a colazione, 30% a pranzo, 20% a merenda e 30% a cena. 
  5. SI ALLA VERDURA Pochissimi bambini amano le verdure ma noi dobbiamo insistere. Proviamo a tritarle, frullarle, farle a polpetta, metterle nelle torte salate, farle cotte o crude. Un po’ per volta imparerà ad apprezzarle ! vedi:http://www.bambinopoli.it/eta-prescolare/bambini-a- tavola.
  6.  NO ALLA TELEVISIONE 
  7.  NON OBBLIGARLO A MANGIARE!  Dobbiamo, per quanto possibile, seguire il suo appetito a permettergli di regolarsi in base al suo fabbisogno. 
  8. NO AI FUORI PASTO. Se il nostro obiettivo è educarlo ad una sana alimentazione dobbiamo in tutti i modi evitare che mangi fuori pasto per permettergli di arrivare a tavola con appetito .Se gli venisse fame tra la merenda e la cena prova a dargli qualcosa che generalmente rifiuta: una fetta di mela, una carota sbucciata.
  9. NO ALLE BIBITE GASSATE, DOLCI E PATATINE : questo punto non ha neanche bisogno di essere arricchito. Bibite gassate sono piene di zuccheri così come i biscotti! Lasciamo questi alimenti a momenti occasionali!  
  10. I bambini non vanno ingannati, con i sapori.

 Adattare leggermente i sapori al loro palato è importantissimo (pretendere che un bimbo di 2 o 3 anni apprezzi sapori quali il piccante, l’aglio, lo speziato... è senza senso).

Mescolare tra loro gli ingredienti sperando con uno di coprire il sapore dell’altro no. 

Se al bimbo, quindi, piace la banana, evitare di mescolare il cavolo a quest’ultima per farglielo mangiare. Finirà per rifiutare l’uno e l’altro. 

L’ideale sarebbe offrirgli i diversi alimenti, accettando eventuali rifiuti, ma continuando a proporli magari a distanza di tempo.

Il gusto, come ogni cosa, si educa, per farlo, occorre tempo. 

 

N.B. I rifiuti alimentari nei primi anni di vita possono avere carattere transitorio ed essere in parte collegate ad un periodo evolutivo. A volte i rifiuti sono dovute ad altre cause: un trasloco, la nascita di un fratellino, un lutto, un incidente, incomprensioni ecc. 

L’alimentazione deve essere un momento non solo nutrizionale ma di socializzazione e di scambio. 

Attraverso il cibo  passa l’affetto (es. la mamma che allatta il suo bambino, comunica attraverso le carezze e  i movimenti del corpo), lievi difficoltà possono far diventare il pasto un momento di  conflitto che porta ad un circolo vizioso e continuo nel tempo dal quale uscirne appare molto complesso..